Il servizio attivo da diversi anni nasce per permettere, in assoluta sicurezza, i trasferimenti dei pazienti tra i vari presidi ospedalieri intra/inter provinciali e regionali. Di fatto ad oggi, a causa di un servizio funzionante a singhiozzo, gli Infermieri operanti all’interno delle varie U.O. ospedaliere sono spesso obbligati ad effettuare trasferimenti secondari, anche fuori provincia, salendo in ambulanza senza alcun dispositivo di protezione individuale (DPI); e ciò perché ad oggi l’azienda non ha provveduto alla fornitura degli stessi. Inoltre si segnala come, spesso a causa della mancanza del personale aderente al progetto “trasporti secondari”, l’Infermiere, in servizio presso l’U.O. interessata al trasferimento del paziente, sia costretto suo malgrado ad abbandonare le attività assistenziali di reparto e con la medesima divisa di lavoro (pantaloni casacca e calzari) sale in ambulanza al fine di effettuare il trasferimento. In molte U.O. viene spesso richiamato in servizio in regime di straordinario, personale che è a casa di riposo, per effettuare il trasporto, sempre ovviamente privo di qualsiasi DPI. Quindi l’Infermiere in turno o in straordinario, esce dal reparto con la propria divisa e calzari di lavoro, sale in ambulanza ed effettua il trasferimento, per poi ritornare in sede.
Riteniamo gravissima questa assenza totale d’interesse da parte aziendale del rispetto delle norme sulla sicurezza dei lavoratori. Se da una parte il personale Infermieristico che presta attività sulle ambulanze 118 è fornito di appositi calzari antinfortunistici, tuta protettiva e giubbotto, al contrario per l’Azienda il personale che si accinge a fare un trasferimento dall’ospedale presso altra struttura (trasporto secondario) può tranquillamente spostarsi con la propria divisa di lavoro. È inconcepibile come un’Azienda Sanitaria che impone la formazione per il personale sanitario sul rischio delle infezioni ospedaliere e che paga risarcimenti economici importanti per danni correlati alle infezioni ospedaliere, non ritenga necessario interessarsi del fatto che il personale utilizzi gli stessi indumenti per trasferire i pazienti e lavorare giornalmente in reparto.
Procedura dei trasporti secondari che comunque riteniamo piena di falle organizzative e che anche in questo senso non sembrano destare l’interesse della Direzione Aziendale: budget risicato che costringe la programmazione, in alcuni giorni, dei turni solo nelle ore mattutine ( 08:14 ) lasciando così scoperto il servizio pomeridiano; volontarietà delle disponibilità fornite dal personale che evidenzia dei buchi di copertura dei turni mensili; turni festivi assolutamente scoperti poiché non inseriti nei bandi.
Eppure come NurSind abbiamo più volte proposto la soluzione, attuabile e percorribile, a questa grave problematica: inserire 6 Infermieri per i tre presidi ospedalieri maggiori in grado di far fronte a questa criticità, garantendo inoltre anche un servizio notturno; in questo caso si dovrebbe affrontare una spesa di soli 18 unità di DPI per il personale. Di fatti, se come dice il Direttore Generale, la Dotazione Organica degli Infermieri è al completo, allora ci sono anche le risorse, che noi avevamo già indicato nei 24 Infermieri identificati nella dotazione organica dal 2022 che dovevano essere dedicati al servizio 118 e che di fatto sono allocati in posti non meglio definiti. Riteniamo che l’Azienda non possa fare assolutamente finta di niente e che debba prendere immediatamente seri provvedimenti diretti alla sicurezza dei lavoratori fornendo loro i DPI.
Noi come Sindacato attendiamo risposte immediate in merito a quanto evidenziato e non faremo sconti relativamente alla sicurezza dei lavoratori e soprattutto dei pazienti.

