Articolo: Sanità in rosso a Ragusa: l’Asp senza liquidità, scatta il prestito da 50 milioni per pagare stipendi.

Sanità in rosso a Ragusa: l’Asp senza liquidità, scatta il prestito da 50 milioni per pagare stipendi.

9 mila euro al giorno di interessi

Ragusa – Le casse dell’Asp di Ragusa sono quasi vuote, stipendi a rischio e ricorso alle banche. È la fotografia che emerge dalla delibera n. 765 dell’11 aprile 2026 dell’Asp di Ragusa, che certifica una crisi di liquidità tale da costringere l’azienda sanitaria a chiedere un’anticipazione di cassa da 50 milioni di euro.

Il documento interno parla chiaro: all’8 aprile la disponibilità era ferma a 21 milioni di euro, insufficienti per coprire le spese correnti fino a fine giugno.

Una cifra che, nei fatti, non consente di garantire la normale operatività di un’azienda sanitaria provinciale.

Nella delibera si ammette senza giri di parole la necessità urgente di liquidità per far fronte a stipendi del personale sanitario e amministrativo, compensi ai medici convenzionati, versamenti fiscali e ritenute, pagamenti ai fornitori.

Senza l’intervento della banca, dunque, il rischio concreto era di bloccare pagamenti essenziali, con possibili ripercussioni dirette sui servizi sanitari.

La soluzione tampone è stata quella di attivare il proprio tesoriere, Unicredit, per ottenere l’anticipazione prevista dai contratti.

Una manovra tecnicamente legittima, ma che rappresenta un segnale chiaro: la gestione corrente non regge senza liquidità esterna. E soprattutto, non è gratis. Gli interessi bancari si tradurranno in un ulteriore costo per le casse pubbliche. Ma il dato più rilevante non è solo la cifra. È il costo. Fino a 9 mila euro al giorno. Incrociando la delibera sull’anticipazione con il contratto di tesoreria affidato a Unicredit, emerge il meccanismo finanziario:

Tasso applicato: Euribor + 2,88%, Tasso reale stimato: circa 5,8% annuo, durata: circa 2 mesi e mezzo. Risultato: 600–700 mila euro di interessi per il periodo. Circa 8.000–9.000 euro al giorno. Una cifra che non finanzia nuovi servizi, non riduce le liste d’attesa e non migliora l’assistenza: serve solo a coprire la mancanza di liquidità.

Il caso Ragusa non è isolato: tutte le Asp siciliane operano con condizioni simili di tesoreria, basate su tassi legati all’Euribor.

C’è un elemento che rende la vicenda ancora più delicata: la Regione riceve anticipazioni statali senza interessi, le Asp, invece, si finanziano pagando le banche. È il prezzo pagato dall’Asp di Ragusa — e quindi dalla collettività — per tenere in piedi la macchina sanitaria in assenza di liquidità.

Per quanto tempo un sistema sanitario può permettersi di pagare interessi per funzionare? Perché ogni euro speso in interessi è un euro in meno per medici, servizi e assistenza.

Fonte: RagusaNews.com

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