Nuovo contratto infermieri. Buio fitto ad un mese della scadenza. Quanto manca al rinnovo?

I timori espressi anzitempo dal NurSind, ovvero, quello dell’allungamento dei tempi di chiusura del nuovo contratto, si sono mostrati veritieri.

Ad un mese dalla scadenza formale, le trattative sono ancora molto distanti dalla chiusura, che potrebbe arrivare entro il primo semestre del 2022. La negoziazione va avanti in maniera blanda, e non sono state affrontate le materie più calde, dove il dibattito si accenderà:

Revisione ordinamento professionale: parzialmente affrontata nell’ultimo tavolo contrattuale di metà novembre, e per la quale NurSind ha espresso dissenso, ravvisando nella bozza presentata, una visione della pubblica amministrazione uniforme, non rispondente alle esigenze dei professionisti sanitari. La nuova classificazione ha definito il ruolo dei sanitari solo solo in relazione al titolo di studio e non anche al grado di responsabilità e competenza dovute alla presa in carico assistenziale che caratterizza infermieri ed ostetriche. Un impianto non condivisibile perchè non confacente alle peculiarità delle professioni sanitarie. Un modus operandi questo che rischia si appiattire l’area delle professioni sanitarie, invece di valorizzarle. Una revisione comunque incompletaa mancare ancora gli incarichi di funzione, le progressioni orizzontali, la nuova strutturazione del salario accessorio.

Manutenzione delle norme dell’attuale contratto. Il contratto attuale è uno dei peggiori in assoluto, e andrebbe riformato in molti dei suoi istituti: mensa e ai buoni pasto, la questione delle pause, la mobilità, il patrocinio legale, le prestazioni aggiuntive.

Trattamento economico: la parte del trattamento economico, non è ancora stata affrontata; di solito per tradizione è l’ultima ad essere chiusa, in attesa delle risorse aggiuntive  della legge di Bilancio.

La lentezza con cui la contrattazione sta procedendo, sta penalizzando gli infermieri, soprattutto dal punto di vista economico.

In sede di Legge di Bilancio 2021, sono stati stanziati 335 milioni di euro per l’indennità di specificità infermieristica, la cui erogazione è stata legata al rinnovo del contratto 2019-2021, e ad oggi, a 20 mesi dall’inizio della pandemia e a quasi un anno dallo stanziamento economico, si continua a chiedere agli infermieri, senza interruzione di continuità, di sopperire alle carenze d’organico e di espletare turni straordinari per il recupero delle prestazioni, senza ristoro.

All’indennità infermieristica, si aggiunge l’indennità destinata al personale sanitario del pronto soccorso, prevista dalla Legge di stabilità 2022, che come recita l’articolo 101 di quest’ultima, sarà corrisposta solo alla firma del contratto collettivo nazionale.

Intanto NurSind, fallita la conciliazione per lo stato di agitazione, annuncia a breve uno sciopero, qualora l’emendamento presentato dal sindacato, non dovesse passare.

NurSind, chiede che l’indennità specifica venga erogate direttamente dalla legge in modo da poterla ricevere al più presto, svincolandola dalla stipula del contratto di comparto.

Fonte: Infermieristicamente.it