Caso di aggressione a Infermiere al PTE di Comiso (RG), il NurSind: “subito un tavolo tecnico con la Direzione Strategica”

Ennesimo caso di aggressione e violenza nei confronti degli Infermieri, che prestano servizio in prima linea (Pronto soccorsi, PTE Guardie Mediche). E’ quanto accaduto ad un infermiere in turno al PTE di Comiso (ASP di Ragusa).

I fatti:
L’aggressore ha picchiato con violenza l’infermiere che era rimasto da solo in quanto il medico e l’altro Infermiere erano fuori, in urgenza, con l’ambulanza, ed ha provocato lesioni, con una prognosi di 25 giorni per fratture puriframmentarie al setto nasale e al volto. 

Il collega Infermiere ha comunque prestato soccorso all’aggressore nonostante le ferite riportate.

In merito all’accaduto, la segreteria NurSind, guidata a Ragusa da Giuseppe Savasta, esprime la massima solidarietà al collega che ha subito la vile e violenta aggressione.

“Al PTE di Comiso molte volte l’infermiere si ritrova da solo a dover fronteggiare delle situazioni delicate,  – afferma nella nota Savasta – in quanto il medico e l’equipaggio dell’ambulanza del 118, spesso sono fuori per soccorso. Condanniamo, come organizzazione sindacale, qualsiasi atto di violenza, anche verbale,  nei confronti degli Infermieri e operatori sanitari, e confidiamo in un interessamento concreto e veloce da parte della Direzione Strategica nell’attuare una vigilanza in modo che gli operatori sanitari non siano lasciati soli, nel prevenire tali nocumenti”.

Ricordiamo inoltre – conclude Savasta – che picchiare un professionista della salute in servizio è un reato penale perseguibile. E’ necessario intervenire il prima possibile per scongiurare che accada il peggio.

Anche la ministra della Salute Giulia Grillo, interviene su Twitter, dopo l’aggressione all’Infermiere.

“Le aggressioni contro medici e infermieri sono all’ordine del giorno. Non possiamo più aspettare, è arrivato il momento di approvare mio Ddl contro la violenza sugli #operatorisanitari. Pene più severe e postazioni di sicurezza perché gli ospedali siano finalmente sicuri per tutti”.

Fonte: Infermieristicamente.it