Bambini investiti a Vittoria, morto anche Simone. Aperta un inchiesta sui soccorsi, infermiere e medico indagati.

Il piccolo Simone D’Antonio non ce l’ha fatta. Dopo più di due giorni di agonia è morto intorno alle dodici di oggi al Policlinico di Messina.

E la Procura di Ragusa ha aperto un’inchiesta conoscitiva, nei confronti di un Infermiere e di un Medico, sui tempi d’intervento dei soccorsi ai due cuginetti di 11 e 12 anni travolti dal Suv a Vittoria.
Secondo quanto dichiarato dalla madre del piccolo Alessio, l’ambulanza sarebbe giunta in ritardo e sarebbero state necessarie diverse chiamate. E queste dichiarazioni non sono passate inosservate da parte della magistratura.
La decisione infatti del procuratore capo, Fabio D’Anna, di disporre gli esami sul corpo del bambino è nata dai dubbi avanzati dalla madre in merito alla tempestività dei soccorsi.
La Procura, disponendo l’autopsia, sta verificando se vi siano o meno stati dei ritardi determinanti per la sopravvivenza del bambino.
E proprio in queste ultime ore, da quanto è emerso dall’autopsia eseguita nella giornata di ieri anche per accertare gli eventuali ritardi nei soccorsi da parte dell’ambulanza del 118, che il piccolo Alessio D’Antonio non poteva essere salvato, a causa di una emorragia massiva, dovuta al distacco violento della gamba.

In merito alla triste vicenda è intervenuta la Segreteria NurSind di Ragusa per esprimere vicinanza alle famiglie colpite da questo tragico evento.

“Il NurSind di Ragusa esprime vicinanza e cordoglio alle famiglie colpite dal tragico evento di Vittoria. Siamo anche al fianco del collega intervenuto, sicuri che l’attività prestata sia frutto di serietà professionale e competenze tecniche acquisite negli anni”.

Lo afferma Giuseppe Savasta, segretario del Nursind Ragusa, il sindacato delle professioni infermieristiche, commentando la drammatica vicenda  in cui hanno perso la vita due bambini travolti da un suv.

“Come sindacato  – spiega Savasta – comprendiamo l’iter giudiziario che in questi casi impone un’azione ampia e accurata, coinvolgendo tutti i protagonisti della triste vicenda. Noi siamo certi della serietà del lavoratore. Come infermieri siamo vicini al collega di cui abbiamo avuto modo di apprezzare le grandi doti umane e professionali. Anni di grande impegno nell’attività sanitaria, svolta con passione, fornendo sempre quell’assistenza infermieristica, necessaria e fondamentale, per trattare, aiutare e assistere tutti i cittadini”.

Fonte: Infermieristicamente.it