Attivate le “Bolle/Nuvole” assistenziali anche al Giovanni Paolo II senza alcun confronto con i Sindacati.

Sembra ormai diventata prassi che le iniziative logistiche legate all’organizzazione del lavoro, prodotte dal Direttore Sanitario ad interim Dr. Giuseppe Cappello, presso il Presidio Ospedaliero del “Giovanni Paolo II” vengano approvate senza alcun confronto o per lo meno informativa alla OO.SS.

Dopo la scelta in passato di creare un’area “indistinta” presso già l’allora affollato pronto soccorso, adesso siamo all’attuazione del decreto assessoriale con la costituzione delle cosiddette “bolle” assistenziali, ovvero, la creazione di uno o due posti letto destinati a pazienti covid positivi, all’interno dei reparti non-covid.

Molti sono gli interrogativi che ci poniamo come NurSind.

Prendiamo atto che a tutt’oggi questo tipo di setting assistenziale di fatto istituisce all’interno dei reparti delle stanze che dovrebbero essere dedicate all’assistenza dei pazienti covid positivi collegati alla specialistica del reparto stesso. Le nostre perplessità si fondano sul fatto che gli organici di personale Infermieristico e di supporto nei reparti dove sono state identificate queste “Bolle” assistenziali, sono rimasti invariati o aumentate di solo due unità e quindi ci chiediamo come potrà il personale Infermieristico, numericamente al limite per il numero di posti letto e di conseguenza di pazienti da assistere in regime ordinario, occuparsi di pazienti covid positivi con tutto ciò che concerne l’assistenza a quest’ultimi legata ? In che modo e con quali criteri sono state identificate le stanze all’interno delle degenze? Ancor più grave a nostro avviso quali sono le informative in merito ai percorsi esterni che sono stati concepiti a seguito di questa riorganizzazione ? Se un paziente covid positivo ricoverato in ortopedia, per esempio, e dovesse effettuare un esame radiografico, quale ascensore dovrebbe essere utilizzato?

Quale direzione deve essere scelta all’interno del nosocomio per non incrociare altri pazienti o i visitatori che si recano presso i vari ambulatori all’interno del presidio?

Riteniamo che quanto sulla carta sembra efficace potrebbe trasformarsi poi in approssimazioni gestionali che vanno a ricadere in primis sulla salute dei pazienti e secondariamente sul personale addetto all’assistenza. Difatti, nel calcolo del peso assistenziale del paziente Covid positivo non sono compresi i tempi di vestizione e svestizione, di sollievo dopo aver lavorato in tuta, di sanificazione. Anche un singolo paziente positivo, tenendo conto delle indicazioni ministeriali, comporta attività di questo tipo che triplicano il tempo di assistenza necessario, a meno che non si voglia fingere che il personale sia immune, possa bypassare dette indicazione e possa quindi “tuffarsi” al letto del paziente positivo per compiere le sue attività fidando che la brevità del tempo di contatto e le vaccinazioni effettuate valgano a proteggerlo. Ogni volta che un Infermiere/OSS/Medico si approccia ad un paziente positivo, nell’attività di vestizione e svestizione si impiegano circa 5-10 minuti, e si rammenta che il momento della svestizione è quello più a rischio per quello che riguarda la probabilità di contrarre il virus, e le “bolle” potrebbero aumentare le probabilità del rischio di contagio.

Ed è notizia di pochi minuti fa che con altra direttiva scritta il Direttore Sanitario ad interim Dr. Giuseppe Cappello abbia pianificato la riapertura a 28 posti letto della medicina , diminuendo le Malattie infettive a 6 posti letto più un posto soltanto riservato ai pazienti covid , senza alcuna informativa alle OO.SS. Cosa ancora più strana è che dalla direttiva il personale Infermieristico, OSS ed Ausiliario, sia delle malattie infettive che della medicina diventa personale unico delle due specialistiche affidando il compito gestionale al Coordinatore di Malattie Infettive, come se la Coordinatrice della Medicina non bastasse.

Purtroppo prendiamo atto che evidentemente il Direttore Sanitario ad interim Dr. Giuseppe Cappello, ritiene di poter non ottemperare alle basilari forme di confronto previste dalla Contrattazione Nazionale, emanando direttive in modo unilaterale che interessano sia l’organizzazione del lavoro dei dipendenti che la sicurezza della salute di quest’ultimi.

Per queste perplessità e nel rispetto della sicurezza dei lavoratori riteniamo di dover intervenire immediatamente come Sindacato Rappresentativo della Categoria Infermieristica, ed è per questo che abbiamo richiesto una  riunione urgente con Direttore Sanitario del Presidio.

La Segreteria e La RSU
NurSnd Ragusa