A proposito di demansionamento…

In questi ultimi anni, la professione infermieristica è andata in contro a diversi cambiamenti. L’infermiere, e diventato da semplice esecutore, a un professionista dotato di giudizio e responsabilità inerente all’assistenza infermieristica. Il cambiamento è avvenuto in materia legislativa, attraverso il DM 739/94 in cui viene individuato il potenziale operativo dell’assistenza infermieristica, quindi la nascita del profilo professionale, che non solo definisce chi è l’infermiere, ma sancisce le responsabilità di tipo penale, civile e disciplinare, e di conseguenza introduce l’autonomia e la responsabilità professionale. Con questo si è avuto l’abolizione del mansionario, lasciando spazio ad una professione di natura intellettuale. L’infermiere essendo responsabile dell’assistenza infermieristica può valutare, pianificare ed attuare interventi infermieristici in autonomia; questo ha determinato la nascita di una nuova figura d’infermiere competente, responsabile e autonomo.

La responsabilità e l’autonomia professionale dell’infermiere è valutare le condizioni del paziente e valutare la necessità dell’intervento del medico attenendosi a linee guida e protocolli. Vi è anche una responsabilità penale, nel caso in cui il professionista sanitario causa lesioni o morte del paziente, risponderà penalmente in caso di colpa grave. Ciò non è previsto se viene dimostrato che, nella pratica professionale, l’Infermiere ha seguito le linee guida e i protocolli. Da ciò si evince che la legge non ammette ignoranza che noi infermieri siamo tenuti a conoscere il nostro ruolo, ad occuparci delle nostre funzioni, in quanto possiamo trovarci a rispondere penalmente di ciò che facciamo (o non facciamo) durante l’attività lavorativa. Un esempio: se ci occupiamo di mansioni inferiori che esulano dal nostro profilo professionale, ed in reparto, in quel momento un paziente ha necessità di assistenza, noi infermieri dobbiamo rispondere al giudice sul perché, in quel momento, invece di occuparci del nostro ruolo di valutazione ed assistenza, ci stessimo occupando di mansioni proprie attribuite ad altre figure (personale socio-sanitario-ausiliaro). Gli infermieri spesso svolgono mansioni inferiori in modo sistematico, quasi ordinario e normale , attività definita alberghiera e manuale e inquadrati come categorie inferiore ledendo la dignità e   mortificandone l’immagine lavorativa e l’identità professionale. Ebbene a questo punto parliamo di demansionamento il quale definisce appunto la privazione delle mansioni spettanti con mansioni inferiori. Il demansionamento è condannato per legge;  le aziende dovranno rispondere legalmente sul perché l’infermiere si trova a vivere condizioni demansionanti. Il demansionamento nuoce non solo al professionista, con conseguente danno alla professionalità, ma nuoce anche al paziente, per cui  bisognerebbe valutare e pianificare un qualsiasi intervento per il bene dello stesso. L’Infermiere demansionato vivrà un clima di stress, minimizzando il problema, diventa pericoloso per sé stesso e danneggia i colleghi che pretendo di svolgere la propria professionalità nel giusto modo. Il demansionamento spesso è un fenomeno sottovalutato, non considerato per quello che è un vero e proprio attentato alla professionalità dell’Infermiere. Molto spesso si disconosce il demansionamento, anzi chi vuole combatterlo, spesso viene schernito umiliato, allontanato, una riflessione in tal senso e fornire i mezzi, e le conoscenze tali per riconoscerlo. Ancora adesso non è inusuale sentirsi dire frasi come “si è fatto sempre così“, ” non sono un medico sono un infermiere”, “il giro letti tocca a noi”, tutte frasi che lasciano intendere come siamo lontani dall’idea di essere una professione intellettuale. A volte si ci nasconde dietro le mansioni inferiori,  per non assumere delle responsabilità, in cui la scienza infermieristica porta oggi a ragionare da professionisti. In questo caso è una scelta, nuocendo a una categoria e professione che tenda di emergere.  Ci lamentiamo che si ha scarsa considerazione, il fatto che si venga messi sullo stesso piano di altre figure con mansioni inferiori, determina di conseguenza, che l’utenza ha scarsa considerazione di noi, ricordandoci che siamo quello che facciamo, e le nostre azioni ci identificano. Bisogna avere il coraggio di dire basta a sistematiche mortificazioni, e riuscire ad essere “Infermieri”, professionisti.

I mezzi per riscattare noi stessi c’è li abbiamo tutti, ed essere orgogliosi di far parte di una categoria professionale ci deve portare ad una consapevolezza del ruolo che ci spetta.